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“LUXUS - Lo Stupore della Bellezza” a Palazzo Reale di Milano




Un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

Franca D.Scotti



Una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Stefano Zecchi, un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

La mostra rappresenta l'idea del lusso con una esposizione eclettica di oggetti per poter apprendere come il lusso abbia accompagnato, nella bellezza, la cultura occidentale in un costante e geniale intreccio con quella orientale. Una vitale relazione tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione, consente di mettere in mostra l'alto artigianato del lusso attraverso il contributo di originali e suggestive scenografie che esaltano la creatività dei suoi artisti.
La Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, i Musei Civici di Milano e la Fondazione Gualtiero Marchesi hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell'evento.

L'esposizione aperta al pubblico fino al 30 settembre 2018 è allestita nell'Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, seguendo un percorso che illustra da un punto di vista storico e concettuale i mutamenti dell'idea di lusso.

Nella stanza di ingresso c'è il primo libro aperto con una penna stilografica di qualità superiore della Montegrappa, filo conduttore che si ripeterà in tutto il percorso, che indica al visitatore il nome dell'ambiente e suggerisce una frase poetica che rimanda alla Bellezza.
Lo spettatore viene affascinato dai riflessi di luce dell'antica vetreria di Venini che comunica, attraverso i suoi oggetti contemporanei presenti in molteplici sale, lo stupore prezioso del lusso.
Come uno specchio il pavimento in vetro incanta la visione dell'entrata attraverso materiali e maestrie della prestigiosa azienda Crystalexe, presente con i suoi allestimenti raffinati ed originali lungo tutto il percorso. Procedendo, inizia l'educazione estetica degli ospiti alla Reggia, con un particolare cammino necessario per conoscere la complessità di un'idea che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà.

La seconda “Stanza del Palazzo”, è dedicata alle forme originarie con cui veniva pensato, percepito e rappresentato il lusso: esso fa riconoscere, attraverso la suntuosità degli abiti e la simbolicità degli oggetti, il potere. Infatti è la bellezza straordinaria, apparentemente irraggiungibile delle immagini, a sottolineare con immediatezza un'incolmabile differenza sia tra chi amministra il potere terreno, quello che vive nelle corti regali, e il suddito, sia tra chi rappresentata il potere religioso, che separa l'eterno dal contingente, la trascendenza dall'immanenza e istituisce una differenza tra la gerarchia ecclesiastica e l'umile fedele. Sullo sfondo della stanza le architetture di San Pietro e dell'incoronazione di Napoleone fanno da cornice a un grande profilo scultoreo del Papa d'oro e dal mantello regale dell'Imperatore incoronato con in primo piano le eccellenze preziose del Museo del Castello Sforzesco con le sue arpe settecentesche e i brocchieri delle armerie. In contro luce i vasi d'ambra della bottega Venini conducono lo sguardo verso la magnificenza del potere.


La terza “Stanza del Tesoro” racconta lo stupore della bellezza di fronte a oggetti preziosi e bellissimi: un lusso eccezionale ritenuto un tempo irraggiungibile dal comune mortale poi, nel corso della Storia, considerato sempre più alla portata di uomini e donne, attraverso il lavoro, la capacità d'impresa, il sacrificio. Ecco in scena i gioielli preziosi dell'alto artigianato contemporaneo della Maison Roberto Coin, e in un dialogo che sfida il tempo gli orologi d'oro e di porcellana della collezione inestimabile Poldi Pezzoli.

Nella quarta “Stanza dello Spazio-Tempo” viene raccontato l'ingresso della civiltà occidentale nell'era moderna, quando la scienza cambia il modo di conoscere il tempo e lo spazio. Il grande cannocchiale, che impera nella stanza, e la lente dell'universo ingrandiscono all'occhio dello spettatore l'universo. Gli orologi del lusso contemporaneo firmato Damiani segnano il fluire del tempo con lo scorrere della sabbia nel vetro.

La quinta stanza si trasforma in un “Cinema” con immagini evocative e parole che raccontano al visitatore il percorso della mostra.



Ecco, allora, che nella “Stanza della Luce”, la sesta, riflessi e bagliori irrompono nell'oscurità, e il lusso diventa quell'incantesimo che oltrepassa la notte attraverso una fantasmagoria di immagini luminose in grado di sottrarre l'umanità alla solitudine dell'infinità cosmica. Abiti creati da Federico Sangalli nel suo Atelier ed illuminati dal tessuto in fibra ottica Dreamlux, creazioni sartoriali di altissima qualità e sapienza artigianale, aprono allo sguardo del nostro futuro figure e oggetti di grande fantasia che rimandano al magico mondo della moda.

Siamo ormai nella modernità, nella “Stanza della Vanità” che spesso accompagna le persone nel loro accesso al lusso. Nella settima sala viene perciò allestita la scenografia che venne fatta per la rappresentazione al Teatro alla Scala della Manon Lescaut per la regia di Liliana Cavani: una messa in scena per suggerire un'elegante idea con cui si può vivere la vanità del lusso.
L'atelier Giuseppe Zanotti stupisce il visitatore con i modelli delle sue scarpe che rappresentano il lusso della femminilità contemporanea.
Una stanza che si trasforma in una suite di un magnifico albergo a sette stelle, dove tra le vestaglie di seta del Vate D'Annunzio – prestito della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani - e i broccati della manifattura Rubelli si consumano aperitivi tra caviale, spumante riserva Masi e prelibatezze adornate da porcellane e argenti, della rinomata Casa Geminiano Cozzi e Zaramella. In un controcanto tra ieri e oggi si svelano allo spettatore le oreficerie e maioliche del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco.

La Natura è grande maestra per apprendere la straordinaria, lussuosa bellezza della creazione. L'ottava “Stanza del Giardino segreto” accoglie il visitatore con suggestioni che lo fanno riflettere su un mondo naturale da ammirare, da cogliere nella segretezza con cui la bellezza si manifesta e si sottrae alla visione. Ma un mondo che chiede anche di essere protetto, perché la storia civile dell'uomo non può svolgersi che in stretta, intelligente alleanza con la Natura. Ecco la mirabilia di Wonderland, il paese delle meraviglie dell'artista anglosassone Kirsty Mitchell, che con la sua opera ha incantato la critica mondiale. Nel giardino, una fontana getta vino di fronte a una bottiglia di 9 litri di Amarone Masi e a figure allegoriche tra fenicotteri rosa perlati e animali incantati.



La maschera nasconde o consente di svelare ciò che non è immediatamente visibile? E' un travestimento oppure è una realtà da riconoscere? Il lusso è davvero il superfluo, un inutile orpello o un'aspirazione che, moralisticamente repressa, cela un sogno di bellezza che si vorrebbe raggiungere? La nona “Stanza della Maschera”
sollecita il visitatore a riflettere su un antico pensiero che se da un lato condanna il lusso con considerazioni morali, dall'altro è proprio il lusso ad appagare un eterno sogno di voluttà e preziosa bellezza.
Fluttuano in uno spazio purpureo, ispirato dalla regia di Stanley Kubrick, un'istallazione di maschere artigiane, firmate dall'Atelier di Venezia Antonia Sautter. Attorno ruotano enigmatici gioielli preziosi di fattura veneziana e le figure scultoree di vetro dei grandi designer contemporanei.



Entriamo nella “Stanza della Giostra”, è teatrino della nostra contemporaneità: tutto cambia e ritorna identico, il vecchio e il nuovo si rincorrono come nel giro di una giostra. E proprio una giostra che gira è al centro della decima sala, dove il lusso, raccontato dalla moda, presenta immagini diverse che si trasformano in un grande gioco di rimandi in cui si confondono illusione e verità.



Il ruggito della tigre, prestito del Museo di Storia Naturale, conduce lo spettatore all'ingresso dell'ultima stanza. Il visitatore, arrivato fin qui, ricorderà il percorso compiuto che, dalla prima sala, con un lento cammino, lo ha portato ad apprendere quell'educazione estetica necessaria per conoscere il significato di “lusso”.
Nella parola “lusso” c'è la radice latina sia del termine “lux” che “luxuria”. In quest'ultima stanza, quella delle quattro colonne di Palazzo Reale, il lusso è rappresentato come lux, luce che illumina la conoscenza di quell'universo che riguarda il bello, il gusto, lo stile, ma anche come luxuria, l'eccesso, la sensualità che accompagna il piacere della vita. Lux e Luxuria, l'apollineo e il dionisiaco dell'esistenza sono interpretati attraverso il cibo, il vino e i simboli della tentazione: ecco la tavola imperiale - imbandita sul tavolo d'arte realizzato da Riva 1920 in legno millenario - che esibisce il risotto con la foglia d'oro, tipico piatto famoso nel mondo, di Gualtiero Marchesi e si illumina di oro rosso con il pregiato Amarone Masi, e la grande gabbia d'oro in cui si avvolge un serpente, pitone reticolato, anch'esso prezioso prestito del Museo di Storia Naturale.

Grandi statue dell'illustre scultore contemporaneo Marcello Pietrantoni, abiti e oggetti strani in un tourbillon di immagini e riferimenti dissonanti allestiscono la sala. Alle sue pareti sono proiettati filmati, curati dal regista contemporaneo Cesare Cicardini, che evocano immagini apollinee e dionisiache di un lusso vissuto come un'esperienza eccentrica, fantasiosa e originale della vita.
LUXUS. Lo stupore della bellezza
Milano, Palazzo Reale, fino al 30 settembre 2018
Informazioni, prenotazioni:
Info e prevendita
www.ticketone.it tel.892101
infoline e call center gruppi 02 89709022
sito internet
www.palazzorealemilano.it
www.mostraluxusmilano.it
Catalogo: Silvana Editoriale

Luglio 2018

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“LUXUS - Lo Stupore della Bellezza” a Palazzo Reale di Milano




Un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

Franca D.Scotti



Una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Stefano Zecchi, un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

La mostra rappresenta l'idea del lusso con una esposizione eclettica di oggetti per poter apprendere come il lusso abbia accompagnato, nella bellezza, la cultura occidentale in un costante e geniale intreccio con quella orientale. Una vitale relazione tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione, consente di mettere in mostra l'alto artigianato del lusso attraverso il contributo di originali e suggestive scenografie che esaltano la creatività dei suoi artisti.
La Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, i Musei Civici di Milano e la Fondazione Gualtiero Marchesi hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell'evento.

L'esposizione aperta al pubblico fino al 30 settembre 2018 è allestita nell'Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, seguendo un percorso che illustra da un punto di vista storico e concettuale i mutamenti dell'idea di lusso.

Nella stanza di ingresso c'è il primo libro aperto con una penna stilografica di qualità superiore della Montegrappa, filo conduttore che si ripeterà in tutto il percorso, che indica al visitatore il nome dell'ambiente e suggerisce una frase poetica che rimanda alla Bellezza.
Lo spettatore viene affascinato dai riflessi di luce dell'antica vetreria di Venini che comunica, attraverso i suoi oggetti contemporanei presenti in molteplici sale, lo stupore prezioso del lusso.
Come uno specchio il pavimento in vetro incanta la visione dell'entrata attraverso materiali e maestrie della prestigiosa azienda Crystalexe, presente con i suoi allestimenti raffinati ed originali lungo tutto il percorso. Procedendo, inizia l'educazione estetica degli ospiti alla Reggia, con un particolare cammino necessario per conoscere la complessità di un'idea che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà.

La seconda “Stanza del Palazzo”, è dedicata alle forme originarie con cui veniva pensato, percepito e rappresentato il lusso: esso fa riconoscere, attraverso la suntuosità degli abiti e la simbolicità degli oggetti, il potere. Infatti è la bellezza straordinaria, apparentemente irraggiungibile delle immagini, a sottolineare con immediatezza un'incolmabile differenza sia tra chi amministra il potere terreno, quello che vive nelle corti regali, e il suddito, sia tra chi rappresentata il potere religioso, che separa l'eterno dal contingente, la trascendenza dall'immanenza e istituisce una differenza tra la gerarchia ecclesiastica e l'umile fedele. Sullo sfondo della stanza le architetture di San Pietro e dell'incoronazione di Napoleone fanno da cornice a un grande profilo scultoreo del Papa d'oro e dal mantello regale dell'Imperatore incoronato con in primo piano le eccellenze preziose del Museo del Castello Sforzesco con le sue arpe settecentesche e i brocchieri delle armerie. In contro luce i vasi d'ambra della bottega Venini conducono lo sguardo verso la magnificenza del potere.


La terza “Stanza del Tesoro” racconta lo stupore della bellezza di fronte a oggetti preziosi e bellissimi: un lusso eccezionale ritenuto un tempo irraggiungibile dal comune mortale poi, nel corso della Storia, considerato sempre più alla portata di uomini e donne, attraverso il lavoro, la capacità d'impresa, il sacrificio. Ecco in scena i gioielli preziosi dell'alto artigianato contemporaneo della Maison Roberto Coin, e in un dialogo che sfida il tempo gli orologi d'oro e di porcellana della collezione inestimabile Poldi Pezzoli.

Nella quarta “Stanza dello Spazio-Tempo” viene raccontato l'ingresso della civiltà occidentale nell'era moderna, quando la scienza cambia il modo di conoscere il tempo e lo spazio. Il grande cannocchiale, che impera nella stanza, e la lente dell'universo ingrandiscono all'occhio dello spettatore l'universo. Gli orologi del lusso contemporaneo firmato Damiani segnano il fluire del tempo con lo scorrere della sabbia nel vetro.

La quinta stanza si trasforma in un “Cinema” con immagini evocative e parole che raccontano al visitatore il percorso della mostra.



Ecco, allora, che nella “Stanza della Luce”, la sesta, riflessi e bagliori irrompono nell'oscurità, e il lusso diventa quell'incantesimo che oltrepassa la notte attraverso una fantasmagoria di immagini luminose in grado di sottrarre l'umanità alla solitudine dell'infinità cosmica. Abiti creati da Federico Sangalli nel suo Atelier ed illuminati dal tessuto in fibra ottica Dreamlux, creazioni sartoriali di altissima qualità e sapienza artigianale, aprono allo sguardo del nostro futuro figure e oggetti di grande fantasia che rimandano al magico mondo della moda.

Siamo ormai nella modernità, nella “Stanza della Vanità” che spesso accompagna le persone nel loro accesso al lusso. Nella settima sala viene perciò allestita la scenografia che venne fatta per la rappresentazione al Teatro alla Scala della Manon Lescaut per la regia di Liliana Cavani: una messa in scena per suggerire un'elegante idea con cui si può vivere la vanità del lusso.
L'atelier Giuseppe Zanotti stupisce il visitatore con i modelli delle sue scarpe che rappresentano il lusso della femminilità contemporanea.
Una stanza che si trasforma in una suite di un magnifico albergo a sette stelle, dove tra le vestaglie di seta del Vate D'Annunzio – prestito della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani - e i broccati della manifattura Rubelli si consumano aperitivi tra caviale, spumante riserva Masi e prelibatezze adornate da porcellane e argenti, della rinomata Casa Geminiano Cozzi e Zaramella. In un controcanto tra ieri e oggi si svelano allo spettatore le oreficerie e maioliche del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco.

La Natura è grande maestra per apprendere la straordinaria, lussuosa bellezza della creazione. L'ottava “Stanza del Giardino segreto” accoglie il visitatore con suggestioni che lo fanno riflettere su un mondo naturale da ammirare, da cogliere nella segretezza con cui la bellezza si manifesta e si sottrae alla visione. Ma un mondo che chiede anche di essere protetto, perché la storia civile dell'uomo non può svolgersi che in stretta, intelligente alleanza con la Natura. Ecco la mirabilia di Wonderland, il paese delle meraviglie dell'artista anglosassone Kirsty Mitchell, che con la sua opera ha incantato la critica mondiale. Nel giardino, una fontana getta vino di fronte a una bottiglia di 9 litri di Amarone Masi e a figure allegoriche tra fenicotteri rosa perlati e animali incantati.



La maschera nasconde o consente di svelare ciò che non è immediatamente visibile? E' un travestimento oppure è una realtà da riconoscere? Il lusso è davvero il superfluo, un inutile orpello o un'aspirazione che, moralisticamente repressa, cela un sogno di bellezza che si vorrebbe raggiungere? La nona “Stanza della Maschera”
sollecita il visitatore a riflettere su un antico pensiero che se da un lato condanna il lusso con considerazioni morali, dall'altro è proprio il lusso ad appagare un eterno sogno di voluttà e preziosa bellezza.
Fluttuano in uno spazio purpureo, ispirato dalla regia di Stanley Kubrick, un'istallazione di maschere artigiane, firmate dall'Atelier di Venezia Antonia Sautter. Attorno ruotano enigmatici gioielli preziosi di fattura veneziana e le figure scultoree di vetro dei grandi designer contemporanei.



Entriamo nella “Stanza della Giostra”, è teatrino della nostra contemporaneità: tutto cambia e ritorna identico, il vecchio e il nuovo si rincorrono come nel giro di una giostra. E proprio una giostra che gira è al centro della decima sala, dove il lusso, raccontato dalla moda, presenta immagini diverse che si trasformano in un grande gioco di rimandi in cui si confondono illusione e verità.



Il ruggito della tigre, prestito del Museo di Storia Naturale, conduce lo spettatore all'ingresso dell'ultima stanza. Il visitatore, arrivato fin qui, ricorderà il percorso compiuto che, dalla prima sala, con un lento cammino, lo ha portato ad apprendere quell'educazione estetica necessaria per conoscere il significato di “lusso”.
Nella parola “lusso” c'è la radice latina sia del termine “lux” che “luxuria”. In quest'ultima stanza, quella delle quattro colonne di Palazzo Reale, il lusso è rappresentato come lux, luce che illumina la conoscenza di quell'universo che riguarda il bello, il gusto, lo stile, ma anche come luxuria, l'eccesso, la sensualità che accompagna il piacere della vita. Lux e Luxuria, l'apollineo e il dionisiaco dell'esistenza sono interpretati attraverso il cibo, il vino e i simboli della tentazione: ecco la tavola imperiale - imbandita sul tavolo d'arte realizzato da Riva 1920 in legno millenario - che esibisce il risotto con la foglia d'oro, tipico piatto famoso nel mondo, di Gualtiero Marchesi e si illumina di oro rosso con il pregiato Amarone Masi, e la grande gabbia d'oro in cui si avvolge un serpente, pitone reticolato, anch'esso prezioso prestito del Museo di Storia Naturale.

Grandi statue dell'illustre scultore contemporaneo Marcello Pietrantoni, abiti e oggetti strani in un tourbillon di immagini e riferimenti dissonanti allestiscono la sala. Alle sue pareti sono proiettati filmati, curati dal regista contemporaneo Cesare Cicardini, che evocano immagini apollinee e dionisiache di un lusso vissuto come un'esperienza eccentrica, fantasiosa e originale della vita.
LUXUS. Lo stupore della bellezza
Milano, Palazzo Reale, fino al 30 settembre 2018
Informazioni, prenotazioni:
Info e prevendita
www.ticketone.it tel.892101
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Un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

Franca D.Scotti



Una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, da Palazzo Reale e dalla Fondazione Stefano Zecchi, un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

La mostra rappresenta l'idea del lusso con una esposizione eclettica di oggetti per poter apprendere come il lusso abbia accompagnato, nella bellezza, la cultura occidentale in un costante e geniale intreccio con quella orientale. Una vitale relazione tra antico e moderno, tra tradizione e innovazione, consente di mettere in mostra l'alto artigianato del lusso attraverso il contributo di originali e suggestive scenografie che esaltano la creatività dei suoi artisti.
La Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, i Musei Civici di Milano e la Fondazione Gualtiero Marchesi hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell'evento.

L'esposizione aperta al pubblico fino al 30 settembre 2018 è allestita nell'Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano, seguendo un percorso che illustra da un punto di vista storico e concettuale i mutamenti dell'idea di lusso.

Nella stanza di ingresso c'è il primo libro aperto con una penna stilografica di qualità superiore della Montegrappa, filo conduttore che si ripeterà in tutto il percorso, che indica al visitatore il nome dell'ambiente e suggerisce una frase poetica che rimanda alla Bellezza.
Lo spettatore viene affascinato dai riflessi di luce dell'antica vetreria di Venini che comunica, attraverso i suoi oggetti contemporanei presenti in molteplici sale, lo stupore prezioso del lusso.
Come uno specchio il pavimento in vetro incanta la visione dell'entrata attraverso materiali e maestrie della prestigiosa azienda Crystalexe, presente con i suoi allestimenti raffinati ed originali lungo tutto il percorso. Procedendo, inizia l'educazione estetica degli ospiti alla Reggia, con un particolare cammino necessario per conoscere la complessità di un'idea che ha accompagnato lo sviluppo della civiltà.

La seconda “Stanza del Palazzo”, è dedicata alle forme originarie con cui veniva pensato, percepito e rappresentato il lusso: esso fa riconoscere, attraverso la suntuosità degli abiti e la simbolicità degli oggetti, il potere. Infatti è la bellezza straordinaria, apparentemente irraggiungibile delle immagini, a sottolineare con immediatezza un'incolmabile differenza sia tra chi amministra il potere terreno, quello che vive nelle corti regali, e il suddito, sia tra chi rappresentata il potere religioso, che separa l'eterno dal contingente, la trascendenza dall'immanenza e istituisce una differenza tra la gerarchia ecclesiastica e l'umile fedele. Sullo sfondo della stanza le architetture di San Pietro e dell'incoronazione di Napoleone fanno da cornice a un grande profilo scultoreo del Papa d'oro e dal mantello regale dell'Imperatore incoronato con in primo piano le eccellenze preziose del Museo del Castello Sforzesco con le sue arpe settecentesche e i brocchieri delle armerie. In contro luce i vasi d'ambra della bottega Venini conducono lo sguardo verso la magnificenza del potere.


La terza “Stanza del Tesoro” racconta lo stupore della bellezza di fronte a oggetti preziosi e bellissimi: un lusso eccezionale ritenuto un tempo irraggiungibile dal comune mortale poi, nel corso della Storia, considerato sempre più alla portata di uomini e donne, attraverso il lavoro, la capacità d'impresa, il sacrificio. Ecco in scena i gioielli preziosi dell'alto artigianato contemporaneo della Maison Roberto Coin, e in un dialogo che sfida il tempo gli orologi d'oro e di porcellana della collezione inestimabile Poldi Pezzoli.

Nella quarta “Stanza dello Spazio-Tempo” viene raccontato l'ingresso della civiltà occidentale nell'era moderna, quando la scienza cambia il modo di conoscere il tempo e lo spazio. Il grande cannocchiale, che impera nella stanza, e la lente dell'universo ingrandiscono all'occhio dello spettatore l'universo. Gli orologi del lusso contemporaneo firmato Damiani segnano il fluire del tempo con lo scorrere della sabbia nel vetro.

La quinta stanza si trasforma in un “Cinema” con immagini evocative e parole che raccontano al visitatore il percorso della mostra.



Ecco, allora, che nella “Stanza della Luce”, la sesta, riflessi e bagliori irrompono nell'oscurità, e il lusso diventa quell'incantesimo che oltrepassa la notte attraverso una fantasmagoria di immagini luminose in grado di sottrarre l'umanità alla solitudine dell'infinità cosmica. Abiti creati da Federico Sangalli nel suo Atelier ed illuminati dal tessuto in fibra ottica Dreamlux, creazioni sartoriali di altissima qualità e sapienza artigianale, aprono allo sguardo del nostro futuro figure e oggetti di grande fantasia che rimandano al magico mondo della moda.

Siamo ormai nella modernità, nella “Stanza della Vanità” che spesso accompagna le persone nel loro accesso al lusso. Nella settima sala viene perciò allestita la scenografia che venne fatta per la rappresentazione al Teatro alla Scala della Manon Lescaut per la regia di Liliana Cavani: una messa in scena per suggerire un'elegante idea con cui si può vivere la vanità del lusso.
L'atelier Giuseppe Zanotti stupisce il visitatore con i modelli delle sue scarpe che rappresentano il lusso della femminilità contemporanea.
Una stanza che si trasforma in una suite di un magnifico albergo a sette stelle, dove tra le vestaglie di seta del Vate D'Annunzio – prestito della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani - e i broccati della manifattura Rubelli si consumano aperitivi tra caviale, spumante riserva Masi e prelibatezze adornate da porcellane e argenti, della rinomata Casa Geminiano Cozzi e Zaramella. In un controcanto tra ieri e oggi si svelano allo spettatore le oreficerie e maioliche del Museo delle Arti Decorative del Castello Sforzesco.

La Natura è grande maestra per apprendere la straordinaria, lussuosa bellezza della creazione. L'ottava “Stanza del Giardino segreto” accoglie il visitatore con suggestioni che lo fanno riflettere su un mondo naturale da ammirare, da cogliere nella segretezza con cui la bellezza si manifesta e si sottrae alla visione. Ma un mondo che chiede anche di essere protetto, perché la storia civile dell'uomo non può svolgersi che in stretta, intelligente alleanza con la Natura. Ecco la mirabilia di Wonderland, il paese delle meraviglie dell'artista anglosassone Kirsty Mitchell, che con la sua opera ha incantato la critica mondiale. Nel giardino, una fontana getta vino di fronte a una bottiglia di 9 litri di Amarone Masi e a figure allegoriche tra fenicotteri rosa perlati e animali incantati.



La maschera nasconde o consente di svelare ciò che non è immediatamente visibile? E' un travestimento oppure è una realtà da riconoscere? Il lusso è davvero il superfluo, un inutile orpello o un'aspirazione che, moralisticamente repressa, cela un sogno di bellezza che si vorrebbe raggiungere? La nona “Stanza della Maschera”
sollecita il visitatore a riflettere su un antico pensiero che se da un lato condanna il lusso con considerazioni morali, dall'altro è proprio il lusso ad appagare un eterno sogno di voluttà e preziosa bellezza.
Fluttuano in uno spazio purpureo, ispirato dalla regia di Stanley Kubrick, un'istallazione di maschere artigiane, firmate dall'Atelier di Venezia Antonia Sautter. Attorno ruotano enigmatici gioielli preziosi di fattura veneziana e le figure scultoree di vetro dei grandi designer contemporanei.



Entriamo nella “Stanza della Giostra”, è teatrino della nostra contemporaneità: tutto cambia e ritorna identico, il vecchio e il nuovo si rincorrono come nel giro di una giostra. E proprio una giostra che gira è al centro della decima sala, dove il lusso, raccontato dalla moda, presenta immagini diverse che si trasformano in un grande gioco di rimandi in cui si confondono illusione e verità.



Il ruggito della tigre, prestito del Museo di Storia Naturale, conduce lo spettatore all'ingresso dell'ultima stanza. Il visitatore, arrivato fin qui, ricorderà il percorso compiuto che, dalla prima sala, con un lento cammino, lo ha portato ad apprendere quell'educazione estetica necessaria per conoscere il significato di “lusso”.
Nella parola “lusso” c'è la radice latina sia del termine “lux” che “luxuria”. In quest'ultima stanza, quella delle quattro colonne di Palazzo Reale, il lusso è rappresentato come lux, luce che illumina la conoscenza di quell'universo che riguarda il bello, il gusto, lo stile, ma anche come luxuria, l'eccesso, la sensualità che accompagna il piacere della vita. Lux e Luxuria, l'apollineo e il dionisiaco dell'esistenza sono interpretati attraverso il cibo, il vino e i simboli della tentazione: ecco la tavola imperiale - imbandita sul tavolo d'arte realizzato da Riva 1920 in legno millenario - che esibisce il risotto con la foglia d'oro, tipico piatto famoso nel mondo, di Gualtiero Marchesi e si illumina di oro rosso con il pregiato Amarone Masi, e la grande gabbia d'oro in cui si avvolge un serpente, pitone reticolato, anch'esso prezioso prestito del Museo di Storia Naturale.

Grandi statue dell'illustre scultore contemporaneo Marcello Pietrantoni, abiti e oggetti strani in un tourbillon di immagini e riferimenti dissonanti allestiscono la sala. Alle sue pareti sono proiettati filmati, curati dal regista contemporaneo Cesare Cicardini, che evocano immagini apollinee e dionisiache di un lusso vissuto come un'esperienza eccentrica, fantasiosa e originale della vita.
LUXUS. Lo stupore della bellezza
Milano, Palazzo Reale, fino al 30 settembre 2018
Informazioni, prenotazioni:
Info e prevendita
www.ticketone.it tel.892101
infoline e call center gruppi 02 89709022
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ARMANI: LA CELEBRAZIONE DELLA GIOIA



ACQUA, SKY, SUN e AIR di Gioia formano una collezione gioiosa che racchiude
tutta l'essenza degli elementi naturali. ... CONTINUA

In Maremma, la nuova Violina SPA by Clarins



In una delle aree più belle della Maremma, nasce Violina SPA by Clarins presso il Golf Hotel Punta Ala, il luogo perfetto dove vivere un'esperienza sensoriale indimenticabile, rigenerarsi e dimenticare lo stress per ripartire visibilmente più belli e in forma. ... CONTINUA

Apre a Roma CHANEL FRAGRANCE & BEAUTY BOUTIQUE


CHANEL apre a Roma, la sua quarta Boutique Italiana interamente dedicata al mondo della bellezza, dopo Firenze, Venezia e Milano. ... CONTINUA

FILORGA presenta NCEF-NIGHT MASK


Una sleeping mask in gel dalla formula rigenerante.
Molto più di una crema notte, agisce sulla sintesi della melatonina a livello cutaneo e ottimizza i benefici del sonno, accelerando i processi di rigenerazione. ... CONTINUA

Il Metropol Hotel lancia un tour ispirato al bestseller ‘Un gentiluomo a Mosca'




Il Metropol, leggendario hotel icona nel cuore di Mosca, invita gli ospiti in un emozionante viaggio sulle orme del Conte Rostov, il personaggio principale del romanzo, per visitare lo storico hotel con i propri occhi.

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Nasce la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti




Passaggio di consegne tra l'Ordine dei Servi di Maria e Terra Moretti
del Convento della SS. Annunciata del Monte Orfano, a Rovato

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Happy CHOPARD


La Maison Chopard presenta la nuova Collezione di fragranze Happy Chopard: Felicia Roses e Lemon Dulci. Entrambe le due nuove Eau de Parfum sono un'ode dei sensi alla gioia di vivere ispirata dall'infinita bellezza della natura. ... CONTINUA

COLLISTAR collezione trucco made in Italy per il prossimo autunno/inverno


E' “MADE IN ITALY” il nome scelto per la nuova collezione trucco A/I 2018-2019 di Collistar, un omaggio alla nostra terra e alle sue origini. ... CONTINUA

A Cuneo: Michele Pellegrino. Una parabola fotografica.





A Cuneo, nel Complesso Monumentale di San Francesco, ex Chiesa di San Francesco la mostra fotografica dedicata a Michele Pellegrino promossa dalla Fondazione CRC.

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Starhotels propone 5 destinazioni eccellenti per l'estate






Visitare le città italiane è il nuovo "must" di un turismo colto, informato, alla ricerca dell'eccellenza e delle qualità che il nostro Paese può offrire e il momento migliore per visitarle è quando queste si svuotano.


Franca D.Scotti

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ESTEE LAUDER sceglie ANOK YAI come GLOBAL SPOKESMODEL


Estée Lauder ha annunciato oggi di aver firmato un contratto con Anok Yai, la novella star della moda, come Global Spokesmodel del marchio. ... CONTINUA

Novità INCAROSE


Se a 30 anni è troppo presto per pensare alle rughe, a questa età è comunque bene iniziare a fare un carico di sostanze anti-invecchiamento. ... CONTINUA

I magnifici gioielli CHOPARD


La modella e filantropa russa Natalia Vodianova ha scelto di indossare un paio di orecchini in oro bianco 18 carati con smeraldi  (17 carati) e diamanti  (2 carati) ... CONTINUA

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Le meraviglie di Villa Litta di Lainate




Invito alla scoperta con il film documentario ‘Villa Visconti Borromeo Litta. Quattro secoli di storia, un viaggio nel tempo tra delizie, arte e giochi d'acqua', scritto e diretto da Francesco Vitali

Franca D.Scotti

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“LUXUS - Lo Stupore della Bellezza” a Palazzo Reale di Milano




Un percorso di educazione estetica per comprendere la storia e il concetto di Lusso, curata da Stefano Zecchi.

Franca D.Scotti

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ARMANI: LA CELEBRAZIONE DELLA GIOIA



ACQUA, SKY, SUN e AIR di Gioia formano una collezione gioiosa che racchiude
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