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Al Museo Teatrale alla Scala ''La magnifica fabbrica''




La mostra dedicata a 240 anni di storia architettonica del Teatro, a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza: da Piermarini a Sanquirico, da Secchi a Botta la storia della Scala si intreccia con quella della Città e del Paese, riflettendo mutamenti sociali e trasformazioni tecnologiche, fino alla costruzione del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi nei prossimi anni.

Franca D.Scotti



La mostra ''La magnifica fabbrica - 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta'' a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza, realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e grazie ai Partner Edison e Mapei, con l'allestimento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, occupa le sale della Biblioteca Livia Simoni al piano superiore del Museo Teatrale.
Invece il Ridotto dei Palchi ospiterà la sezione dedicata agli interventi più recenti firmati dall'architetto Botta e al completamento del suo progetto con la costruzione del nuovo edificio di Via Verdi. Il catalogo della Mostra è realizzato dal partner editoriale Treccani.


La mostra racconta lo sviluppo di un teatro che dalla sua nascita è stato specchio della città e delle sue trasformazioni: Teatro di palchettisti sorto in solida pietra dopo l'incendio del Teatro di Corte, l'edificio del Piermarini ha accolto una società in costante evoluzione, riflettendone lo sviluppo: alle modifiche negli arredi e nelle decorazioni si sono aggiunti interventi strutturali che ne hanno fatto un palcoscenico sempre all'avanguardia anche dal punto di vista tecnico-architettonico.



La recente e coraggiosa ristrutturazione affidata all'architetto Botta, portata a termine nei tempi previsti, è una nuova testimonianza della capacità del nostro Teatro e di Milano di ripensarsi in funzione delle nuove esigenze funzionali, artistiche ma anche urbanistiche mantenendo un giusto equilibrio tra rinnovamento costante e conservazione di un patrimonio storico-architettonico che è ormai patrimonio di tutta l'umanità. Nei prossimi anni il progetto di Botta sarà completato con l'edificio di via Verdi che garantirà nuovi spazi per le attività artistiche, tecniche e amministrative rendendo ancora più efficiente e coordinata l'attività.
Raccontare questa storia iniziata 240 anni fa e ancora così vitale significa raccontare l'energia e l'eccellenza di Milano. La Scala sarà nelle vie della città anche con la promozione della mostra che includerà una campagna pubblicitaria sui tram con lo slogan ''Monumento in Movimento'': un modo scherzoso per sottolineare la dinamicità che ha sempre contraddistinto il nostro Teatro ma anche il suo legame con la città.

Il percorso della mostra
Il visitatore è accolto all'ingresso del Museo da una parete con la presentazione della mostra e un video introduttivo di circa 5 minuti; l'esposizione prosegue al piano superiore, negli spazi della Biblioteca Livia Simoni, con il passaggio dalla sala video in cui sarà visibile il filmato principale di 17 minuti che, grazie alla collaborazione di Rai Teche e Istituto Luce, presenta rari documenti filmati sulla storia scaligera dalla ricostruzione. A partire dalla stanza attigua inizia il percorso vero e proprio, che procede in ordine cronologico dal 1776, anno dell'incendio del Regio Ducal Teatro, fino al Dopoguerra: concetto ispiratore dell'allestimento è un libro, le cui pagine fuori scala sono graficamente esplose sulle pareti in un paesaggio di grafica ambientale. Il tema del libro torna nella sala centrale in cui prende vita la metafora di un'orchestra: su 30 leggii sono riportate altrettante immagini storiche e attuali della Scala, che si animano a canone, con un focus di volta in volta differente. Al di sopra dei leggii, in dialogo con essi, un'ampia proiezione su uno schermo in forma di grande libro aperto. Un momento di forte sintesi sull'evoluzione storica del teatro e della piazza antistante dal 1776 a oggi che riunisce in un racconto coinvolgente i diversi elementi presenti in mostra.
Infine, nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini è proposto l'ultimo capitolo della storia, il progetto dell'architetto Mario Botta che nel 2004 ha ridisegnato la funzione dell'edificio e il prossimo ampliamento previsto nel 2022 che arricchirà di una nuova torre il profilo del Teatro. Al centro del Ridotto la splendida maquette in legno pregiato, realizzata da Ivan Kunz, riproduce con straordinaria minuzia costruttiva una sezione dell'edificio in scala 1:75, offrendo la possibilità di entrare all'interno della struttura esplorandone da diversi punti di vista le trasformazioni architettoniche e funzionali.


È qui che si innesta l'intervento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto che incrocia l'elemento fisico della maquette e quello digitale della realtà aumentata per offrire un momento di approfondimento interattivo al visitatore che può così addentrarsi in una realtà tridimensionale, esplorando, come un moderno lillipuziano, l'evoluzione del teatro.
Curiosità e dati storici supportano, dunque, il racconto in un chiaro esempio di utilizzo mirato, quasi ''umanistico'', della tecnologia concepita non come fine o effetto scenico, ma sapientemente calibrata al servizio del progetto. Il percorso è completato da un video in cui l'architetto Botta spiega il suo progetto.
Il racconto della mostra non si limita però a ripercorrere le trasformazioni architettoniche del Teatro, ma esplora anche la sua integrazione nel tessuto urbano, e in particolare con l'evoluzione della piazza. Non a caso le Gallerie d'Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, ospiteranno la maquette del progetto di Botta insieme a due pannelli esplicativi, estensione della mostra al di fuori delle mura scaligere.


La Scala di domani

Il prossimo anno lungo via Verdi, dietro l'attuale torre scenica, spunterà una nuova torre, sempre firmata da Botta. Servirà per raggruppare gli uffici, parte dei quali sono attualmente ospitati all'esterno del Teatro in spazi in locazione, e aumentare l'offerta di spazi per ballerini e musicisti con nuove sale di prova, oltre che ampliare ulteriormente il retropalco.


Se l'intervento del 2002-2004 investiva direttamente la facciata, il nuovo cantiere si svolge tutto dentro il profilo della via Verdi e vuole dare risposta architettonica ai problemi di potenziamento ingegneristico dei servizi e delle attrezzature sceniche. La nuova torre ricorda, per lo sbalzo, la Torre Velasca e richiama a una Milano medioevale. Il linguaggio è quello tipico dell'architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento. Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà diciotto metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all'altezza della Torre stessa (circa 36 metri fuori terra). Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra. I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l'orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri. Le dimensioni e l'altezza della Sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del noto progettista acustico Yasuhisa Toyota, consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare tale ambiente anche come sala d'incisione.
Il palcoscenico diventerà invece ancora più profondo raggiungendo la misura record di 70 metri con la creazione di un'area in cui sarà possibile eseguire il montaggio/smontaggio delle scene senza disturbare le attività di prova o spettacolo in corso.
Saranno inoltre realizzati una nuova Sala Prova Ballo della superficie di circa 150 mq, posta all'ultimo piano dell'edificio, e nuovi spazi per l'Archivio storico documentale, attualmente ubicato in un deposito esterno.
L'ultimazione del nuovo edificio è prevista entro il secondo semestre 2022.

Dicembre 2018

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Al Museo Teatrale alla Scala ''La magnifica fabbrica''




La mostra dedicata a 240 anni di storia architettonica del Teatro, a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza: da Piermarini a Sanquirico, da Secchi a Botta la storia della Scala si intreccia con quella della Città e del Paese, riflettendo mutamenti sociali e trasformazioni tecnologiche, fino alla costruzione del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi nei prossimi anni.

Franca D.Scotti



La mostra ''La magnifica fabbrica - 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta'' a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza, realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e grazie ai Partner Edison e Mapei, con l'allestimento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, occupa le sale della Biblioteca Livia Simoni al piano superiore del Museo Teatrale.
Invece il Ridotto dei Palchi ospiterà la sezione dedicata agli interventi più recenti firmati dall'architetto Botta e al completamento del suo progetto con la costruzione del nuovo edificio di Via Verdi. Il catalogo della Mostra è realizzato dal partner editoriale Treccani.


La mostra racconta lo sviluppo di un teatro che dalla sua nascita è stato specchio della città e delle sue trasformazioni: Teatro di palchettisti sorto in solida pietra dopo l'incendio del Teatro di Corte, l'edificio del Piermarini ha accolto una società in costante evoluzione, riflettendone lo sviluppo: alle modifiche negli arredi e nelle decorazioni si sono aggiunti interventi strutturali che ne hanno fatto un palcoscenico sempre all'avanguardia anche dal punto di vista tecnico-architettonico.



La recente e coraggiosa ristrutturazione affidata all'architetto Botta, portata a termine nei tempi previsti, è una nuova testimonianza della capacità del nostro Teatro e di Milano di ripensarsi in funzione delle nuove esigenze funzionali, artistiche ma anche urbanistiche mantenendo un giusto equilibrio tra rinnovamento costante e conservazione di un patrimonio storico-architettonico che è ormai patrimonio di tutta l'umanità. Nei prossimi anni il progetto di Botta sarà completato con l'edificio di via Verdi che garantirà nuovi spazi per le attività artistiche, tecniche e amministrative rendendo ancora più efficiente e coordinata l'attività.
Raccontare questa storia iniziata 240 anni fa e ancora così vitale significa raccontare l'energia e l'eccellenza di Milano. La Scala sarà nelle vie della città anche con la promozione della mostra che includerà una campagna pubblicitaria sui tram con lo slogan ''Monumento in Movimento'': un modo scherzoso per sottolineare la dinamicità che ha sempre contraddistinto il nostro Teatro ma anche il suo legame con la città.

Il percorso della mostra
Il visitatore è accolto all'ingresso del Museo da una parete con la presentazione della mostra e un video introduttivo di circa 5 minuti; l'esposizione prosegue al piano superiore, negli spazi della Biblioteca Livia Simoni, con il passaggio dalla sala video in cui sarà visibile il filmato principale di 17 minuti che, grazie alla collaborazione di Rai Teche e Istituto Luce, presenta rari documenti filmati sulla storia scaligera dalla ricostruzione. A partire dalla stanza attigua inizia il percorso vero e proprio, che procede in ordine cronologico dal 1776, anno dell'incendio del Regio Ducal Teatro, fino al Dopoguerra: concetto ispiratore dell'allestimento è un libro, le cui pagine fuori scala sono graficamente esplose sulle pareti in un paesaggio di grafica ambientale. Il tema del libro torna nella sala centrale in cui prende vita la metafora di un'orchestra: su 30 leggii sono riportate altrettante immagini storiche e attuali della Scala, che si animano a canone, con un focus di volta in volta differente. Al di sopra dei leggii, in dialogo con essi, un'ampia proiezione su uno schermo in forma di grande libro aperto. Un momento di forte sintesi sull'evoluzione storica del teatro e della piazza antistante dal 1776 a oggi che riunisce in un racconto coinvolgente i diversi elementi presenti in mostra.
Infine, nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini è proposto l'ultimo capitolo della storia, il progetto dell'architetto Mario Botta che nel 2004 ha ridisegnato la funzione dell'edificio e il prossimo ampliamento previsto nel 2022 che arricchirà di una nuova torre il profilo del Teatro. Al centro del Ridotto la splendida maquette in legno pregiato, realizzata da Ivan Kunz, riproduce con straordinaria minuzia costruttiva una sezione dell'edificio in scala 1:75, offrendo la possibilità di entrare all'interno della struttura esplorandone da diversi punti di vista le trasformazioni architettoniche e funzionali.


È qui che si innesta l'intervento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto che incrocia l'elemento fisico della maquette e quello digitale della realtà aumentata per offrire un momento di approfondimento interattivo al visitatore che può così addentrarsi in una realtà tridimensionale, esplorando, come un moderno lillipuziano, l'evoluzione del teatro.
Curiosità e dati storici supportano, dunque, il racconto in un chiaro esempio di utilizzo mirato, quasi ''umanistico'', della tecnologia concepita non come fine o effetto scenico, ma sapientemente calibrata al servizio del progetto. Il percorso è completato da un video in cui l'architetto Botta spiega il suo progetto.
Il racconto della mostra non si limita però a ripercorrere le trasformazioni architettoniche del Teatro, ma esplora anche la sua integrazione nel tessuto urbano, e in particolare con l'evoluzione della piazza. Non a caso le Gallerie d'Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, ospiteranno la maquette del progetto di Botta insieme a due pannelli esplicativi, estensione della mostra al di fuori delle mura scaligere.


La Scala di domani

Il prossimo anno lungo via Verdi, dietro l'attuale torre scenica, spunterà una nuova torre, sempre firmata da Botta. Servirà per raggruppare gli uffici, parte dei quali sono attualmente ospitati all'esterno del Teatro in spazi in locazione, e aumentare l'offerta di spazi per ballerini e musicisti con nuove sale di prova, oltre che ampliare ulteriormente il retropalco.


Se l'intervento del 2002-2004 investiva direttamente la facciata, il nuovo cantiere si svolge tutto dentro il profilo della via Verdi e vuole dare risposta architettonica ai problemi di potenziamento ingegneristico dei servizi e delle attrezzature sceniche. La nuova torre ricorda, per lo sbalzo, la Torre Velasca e richiama a una Milano medioevale. Il linguaggio è quello tipico dell'architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento. Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà diciotto metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all'altezza della Torre stessa (circa 36 metri fuori terra). Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra. I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l'orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri. Le dimensioni e l'altezza della Sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del noto progettista acustico Yasuhisa Toyota, consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare tale ambiente anche come sala d'incisione.
Il palcoscenico diventerà invece ancora più profondo raggiungendo la misura record di 70 metri con la creazione di un'area in cui sarà possibile eseguire il montaggio/smontaggio delle scene senza disturbare le attività di prova o spettacolo in corso.
Saranno inoltre realizzati una nuova Sala Prova Ballo della superficie di circa 150 mq, posta all'ultimo piano dell'edificio, e nuovi spazi per l'Archivio storico documentale, attualmente ubicato in un deposito esterno.
L'ultimazione del nuovo edificio è prevista entro il secondo semestre 2022.

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La mostra dedicata a 240 anni di storia architettonica del Teatro, a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza: da Piermarini a Sanquirico, da Secchi a Botta la storia della Scala si intreccia con quella della Città e del Paese, riflettendo mutamenti sociali e trasformazioni tecnologiche, fino alla costruzione del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi nei prossimi anni.

Franca D.Scotti



La mostra ''La magnifica fabbrica - 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta'' a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza, realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e grazie ai Partner Edison e Mapei, con l'allestimento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto, occupa le sale della Biblioteca Livia Simoni al piano superiore del Museo Teatrale.
Invece il Ridotto dei Palchi ospiterà la sezione dedicata agli interventi più recenti firmati dall'architetto Botta e al completamento del suo progetto con la costruzione del nuovo edificio di Via Verdi. Il catalogo della Mostra è realizzato dal partner editoriale Treccani.


La mostra racconta lo sviluppo di un teatro che dalla sua nascita è stato specchio della città e delle sue trasformazioni: Teatro di palchettisti sorto in solida pietra dopo l'incendio del Teatro di Corte, l'edificio del Piermarini ha accolto una società in costante evoluzione, riflettendone lo sviluppo: alle modifiche negli arredi e nelle decorazioni si sono aggiunti interventi strutturali che ne hanno fatto un palcoscenico sempre all'avanguardia anche dal punto di vista tecnico-architettonico.



La recente e coraggiosa ristrutturazione affidata all'architetto Botta, portata a termine nei tempi previsti, è una nuova testimonianza della capacità del nostro Teatro e di Milano di ripensarsi in funzione delle nuove esigenze funzionali, artistiche ma anche urbanistiche mantenendo un giusto equilibrio tra rinnovamento costante e conservazione di un patrimonio storico-architettonico che è ormai patrimonio di tutta l'umanità. Nei prossimi anni il progetto di Botta sarà completato con l'edificio di via Verdi che garantirà nuovi spazi per le attività artistiche, tecniche e amministrative rendendo ancora più efficiente e coordinata l'attività.
Raccontare questa storia iniziata 240 anni fa e ancora così vitale significa raccontare l'energia e l'eccellenza di Milano. La Scala sarà nelle vie della città anche con la promozione della mostra che includerà una campagna pubblicitaria sui tram con lo slogan ''Monumento in Movimento'': un modo scherzoso per sottolineare la dinamicità che ha sempre contraddistinto il nostro Teatro ma anche il suo legame con la città.

Il percorso della mostra
Il visitatore è accolto all'ingresso del Museo da una parete con la presentazione della mostra e un video introduttivo di circa 5 minuti; l'esposizione prosegue al piano superiore, negli spazi della Biblioteca Livia Simoni, con il passaggio dalla sala video in cui sarà visibile il filmato principale di 17 minuti che, grazie alla collaborazione di Rai Teche e Istituto Luce, presenta rari documenti filmati sulla storia scaligera dalla ricostruzione. A partire dalla stanza attigua inizia il percorso vero e proprio, che procede in ordine cronologico dal 1776, anno dell'incendio del Regio Ducal Teatro, fino al Dopoguerra: concetto ispiratore dell'allestimento è un libro, le cui pagine fuori scala sono graficamente esplose sulle pareti in un paesaggio di grafica ambientale. Il tema del libro torna nella sala centrale in cui prende vita la metafora di un'orchestra: su 30 leggii sono riportate altrettante immagini storiche e attuali della Scala, che si animano a canone, con un focus di volta in volta differente. Al di sopra dei leggii, in dialogo con essi, un'ampia proiezione su uno schermo in forma di grande libro aperto. Un momento di forte sintesi sull'evoluzione storica del teatro e della piazza antistante dal 1776 a oggi che riunisce in un racconto coinvolgente i diversi elementi presenti in mostra.
Infine, nel Ridotto dei Palchi Arturo Toscanini è proposto l'ultimo capitolo della storia, il progetto dell'architetto Mario Botta che nel 2004 ha ridisegnato la funzione dell'edificio e il prossimo ampliamento previsto nel 2022 che arricchirà di una nuova torre il profilo del Teatro. Al centro del Ridotto la splendida maquette in legno pregiato, realizzata da Ivan Kunz, riproduce con straordinaria minuzia costruttiva una sezione dell'edificio in scala 1:75, offrendo la possibilità di entrare all'interno della struttura esplorandone da diversi punti di vista le trasformazioni architettoniche e funzionali.


È qui che si innesta l'intervento di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto che incrocia l'elemento fisico della maquette e quello digitale della realtà aumentata per offrire un momento di approfondimento interattivo al visitatore che può così addentrarsi in una realtà tridimensionale, esplorando, come un moderno lillipuziano, l'evoluzione del teatro.
Curiosità e dati storici supportano, dunque, il racconto in un chiaro esempio di utilizzo mirato, quasi ''umanistico'', della tecnologia concepita non come fine o effetto scenico, ma sapientemente calibrata al servizio del progetto. Il percorso è completato da un video in cui l'architetto Botta spiega il suo progetto.
Il racconto della mostra non si limita però a ripercorrere le trasformazioni architettoniche del Teatro, ma esplora anche la sua integrazione nel tessuto urbano, e in particolare con l'evoluzione della piazza. Non a caso le Gallerie d'Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo, ospiteranno la maquette del progetto di Botta insieme a due pannelli esplicativi, estensione della mostra al di fuori delle mura scaligere.


La Scala di domani

Il prossimo anno lungo via Verdi, dietro l'attuale torre scenica, spunterà una nuova torre, sempre firmata da Botta. Servirà per raggruppare gli uffici, parte dei quali sono attualmente ospitati all'esterno del Teatro in spazi in locazione, e aumentare l'offerta di spazi per ballerini e musicisti con nuove sale di prova, oltre che ampliare ulteriormente il retropalco.


Se l'intervento del 2002-2004 investiva direttamente la facciata, il nuovo cantiere si svolge tutto dentro il profilo della via Verdi e vuole dare risposta architettonica ai problemi di potenziamento ingegneristico dei servizi e delle attrezzature sceniche. La nuova torre ricorda, per lo sbalzo, la Torre Velasca e richiama a una Milano medioevale. Il linguaggio è quello tipico dell'architetto ticinese: geometrie precise, alternanza di pieni e vuoti e cura nel rivestimento. Come per la torre scenica nel 2004, si scaverà diciotto metri al di sotto del suolo (gli ultimi metri sono sotto il livello della falda acquifera) e si arriverà all'altezza della Torre stessa (circa 36 metri fuori terra). Complessivamente sono sei piani sotterranei e undici fuori terra. I piani sotterranei saranno in gran parte occupati da un unico spazio, la sala prove per l'orchestra, con una superficie di circa 310 metri quadri e alta 14 metri. Le dimensioni e l'altezza della Sala, appositamente concepite dal punto di vista acustico con la consulenza del noto progettista acustico Yasuhisa Toyota, consentiranno di avere il miglior risultato musicale per le prove e di poter utilizzare tale ambiente anche come sala d'incisione.
Il palcoscenico diventerà invece ancora più profondo raggiungendo la misura record di 70 metri con la creazione di un'area in cui sarà possibile eseguire il montaggio/smontaggio delle scene senza disturbare le attività di prova o spettacolo in corso.
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TORNA A MILANO LO SHOPPING SOLIDALE PER LA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA NPH ITALIA ONLUS




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L'ARTIGIANALITÀ DELL'INCONFONDIBILE CAVIALE ITALIANO, SI UNISCE ALL'ELEGANZA

Calvisius Tradition Royal nelle due raffinate box ''Senza Tempo'' e ''Total Black''



Calvisius Caviar è un marchio registrato di Agroittica Lombarda, azienda italiana leader incontrastata nella produzione e nella distribuzione di caviale, che vanta il più grande allevamento di storioni d'Europa. In oltre 60 ettari di vasche dedicate all'acquacoltura vengono allevate le varietà di storione più pregiate, permettendo all'azienda di disporre di oltre il 20% della produzione mondiale del caviale d'allevamento, producendo oltre 24 tonnellate annue di uova di storione, in un ambiente biologico ideale per la riproduzione e la crescita delle specie ittiche più

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ALEX STEINHERR crea una nuova linea SKINCARE X PRIMARK


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PERSOL, 100 ANNI DI ESPERIENZA ARTIGIANALE




Ecco per voi la storia interessantissima di questo lussuoso brand di occhiali

1917, Torino. Giuseppe Ratti costruisce un paio di occhiali. Un modello all'avanguardia, con lenti fumé rotonde. L'Aeronautica Militare approva: si mette in moto un meccanismo inarrestabile. Eccezionali, innovativi e intuitivi, i nuovi occhiali son sempre più richiesti. Le star dei circuiti e gli aviatori più celebri, le forze aeree statunitensi e, addirittura, l'esercito svizzero: nessuno riesce a resistere al fascino di ''Protector'', vero e proprio capolavoro dell'eyewear.

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GIOVANNI RASPINI ANNUNCIA L'USCITA DEL SUO PRIMO SPOT TV

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Un indomito cavallo nero, il cavaliere misterioso che si scopre essere una donna affascinate e bellissima, un loft industriale delineato dalle lame di luce che lo attraversano. E naturalmente i più bei gioielli in argento di sempre. Questo il mix vincente del film voluto da Giovanni Raspini per raccontare il brand, il primo realizzato per la televisione.

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CHANEL ci ha regalato un sogno


La Maison ha acceso il Natale in Piazza della Scala a Milano  illuminando di rosso un maxi flacone di Chanel n°5 . ... CONTINUA

Veneto e Venezia. Alla scoperta delle meraviglie della regione con Blitz Exclusive




L'esclusiva offerta di Blitz Exclusive e dei suoi tour privati alla scoperta della magia di Venezia, dei suoi territori e della ricchezza della sua regione, il tutto a bordo di imbarcazioni o autovetture eleganti e dotati di ogni confort.

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Ruffino lancia una nuova etichetta: Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame 2015




Ruffino lancia una nuova etichetta per raccontare la sua lunga storia nel cuore del Chianti Classico


Franca D.Scotti

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Al Museo Teatrale alla Scala ''La magnifica fabbrica''




La mostra dedicata a 240 anni di storia architettonica del Teatro, a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza: da Piermarini a Sanquirico, da Secchi a Botta la storia della Scala si intreccia con quella della Città e del Paese, riflettendo mutamenti sociali e trasformazioni tecnologiche, fino alla costruzione del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi nei prossimi anni.

Franca D.Scotti

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TESTA DI MORO, ultimo nato nella collezione TUSCAN CREATIONS by FERRAGAMO


Legno, Incenso e Cuoio: Ferragamo Parfums interpreta in una fragranza il colore della pelle.
Il cuoio, un mito olfattivo che, Fabrice Pellegrin, il naso che lo ha realizzato, ha interpretato e tradotto in un capolavoro di fragranza. Il legame tra la pelle e la Toscana è profondissimo e richiama un'icona di artigianalità che ha consacrato il Made In Italy al mondo intero. ... CONTINUA

COLLECTION LIBRE 2018 MAXIMALISME
DE CHANEL




In questa collezione, afferma Lucia Pica, ''ho usato la mia passione per tutto ciò che brilla per cercare di riconciliare l'eleganza e la moda. La donna che indossa Maximalisme de Chanel non si nasconde, ama essere guardata. Indossa il make-up come un accessorio, un ornamento che aggiunge carattere al look senza necessariamente attirare l'attenzione. Sceglie tra i prodotti per creare contrasti sorprendenti.''

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Amour de DEUTZ Brut Millésimé 2008




Raffinatezza, freschezza, eleganza, una meravigliosa bollicina, una vinosità unica: questo è Amour de DEUTZ, un nuovo Champagne che Rosset ha battezzato con questo nome in onore della statuina ubicata nel cortile della Maison.

Franca D.Scotti

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Il calendario dell'Avvento YSL XMAS 2018


Le festività Natalizie si stanno avvicinando. Vi invitiamo a festeggiarle con un oggetto prezioso che divertirà grandi e piccini ... CONTINUA

TORNA A MILANO LO SHOPPING SOLIDALE PER LA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA NPH ITALIA ONLUS




Un'iniziativa che trasforma un semplice acquisto in un gesto importante a sostegno del futuro dei ragazzi di Le Scuole di Strada di Haiti.


Giovedì 22 novembre apre al pubblico il nuovo appuntamento che proseguirà fino a mercoledì 28 presso il temporary outlet Malìparmi, nello Spazio Fondazione della Fondazione Francesca Rava, in viale Premuda 38/a e presso la boutique di via Solferino 3. ... CONTINUA

L'ARTIGIANALITÀ DELL'INCONFONDIBILE CAVIALE ITALIANO, SI UNISCE ALL'ELEGANZA

Calvisius Tradition Royal nelle due raffinate box ''Senza Tempo'' e ''Total Black''



Calvisius Caviar è un marchio registrato di Agroittica Lombarda, azienda italiana leader incontrastata nella produzione e nella distribuzione di caviale, che vanta il più grande allevamento di storioni d'Europa. In oltre 60 ettari di vasche dedicate all'acquacoltura vengono allevate le varietà di storione più pregiate, permettendo all'azienda di disporre di oltre il 20% della produzione mondiale del caviale d'allevamento, producendo oltre 24 tonnellate annue di uova di storione, in un ambiente biologico ideale per la riproduzione e la crescita delle specie ittiche più

Calvisius Tradition Royal è esempio supremo del grande artigianato italiano e, nello stesso tempo rappresenta la delicatezza di un alimento estremamente prestigioso.

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ALEX STEINHERR crea una nuova linea SKINCARE X PRIMARK


Dopo due anni di ricerca e sviluppo, Primark presenta una nuova, incredibile collezione di skincare realizzata in collaborazione con la beauty expert Alex Steinherr. ... CONTINUA

PERSOL, 100 ANNI DI ESPERIENZA ARTIGIANALE




Ecco per voi la storia interessantissima di questo lussuoso brand di occhiali

1917, Torino. Giuseppe Ratti costruisce un paio di occhiali. Un modello all'avanguardia, con lenti fumé rotonde. L'Aeronautica Militare approva: si mette in moto un meccanismo inarrestabile. Eccezionali, innovativi e intuitivi, i nuovi occhiali son sempre più richiesti. Le star dei circuiti e gli aviatori più celebri, le forze aeree statunitensi e, addirittura, l'esercito svizzero: nessuno riesce a resistere al fascino di ''Protector'', vero e proprio capolavoro dell'eyewear.

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GIOVANNI RASPINI ANNUNCIA L'USCITA DEL SUO PRIMO SPOT TV

In programmazione sulle reti italiane dal 18 novembre



Un indomito cavallo nero, il cavaliere misterioso che si scopre essere una donna affascinate e bellissima, un loft industriale delineato dalle lame di luce che lo attraversano. E naturalmente i più bei gioielli in argento di sempre. Questo il mix vincente del film voluto da Giovanni Raspini per raccontare il brand, il primo realizzato per la televisione.

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